Ritrovare armonia, allegria e un buon clima familiare dopo la separazione è possibile.

Photo credits: Flavio Pettene

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La separazione tra i coniugi è un passaggio necessariamente doloroso e conflittuale, ancor più in presenza di figli. Dentro il matrimonio si vanno formando equilibri silenziosi e automatici, che si rompono inevitabilmente con il venir meno del legame affettivo della coppia.

Tuttavia è davvero possibile ricostruire stima ed affetto tra le persone che si sono amate e hanno smesso di farlo. Questo ricade positivamente sui figli e sul clima di serenità che si va creando intorno a loro.

Tutto questo può avvenire con un percorso di trasformazione che ci porta a vedere chi eravamo quando abbiamo scelto l’altra persona, come abbiamo vissuto nella coppia, e chi siamo ora.

Rivedere le aspettative, le speranze, i desideri che abbiamo proiettato sull’altro, ci aiuta a focalizzare quali aspettative, speranze e desideri erano veramente i nostri e quali invece condizionati dalla società, dalla cultura del luogo e del tempo in cui viviamo.

Chi lo sta vivendo e soffre non ci crede, ma la separazione a volte è davvero una grande opportunità di crescita e miglioramento. E poiché siamo noi i nostri migliori maestri, possiamo attingere alle nostre risorse migliori per dare alla vita una nuova impronta.

Nell’immediatezza della separazione ci sono spesso difficoltà e scontri nella gestione delle spese, che alimentano i conflitti irrisolti e la reciproca disistima. L’accanimento di entrambe le parti su piccole questioni fa perdere di vista ciò che è importante e svilisce la quotidianità in continue frustrazioni.

Sarebbe ideale avere dall’altra parte subito la collaborazione del nostro ex coniuge, ma non necessariamente ciò avviene, perciò il segreto è quello di partire da se stessi.

Provare a ragionare non più in termini di ciò che abbiamo perso, ciò che non è più, ma di ciò che invece di buono c’è, è il primo passo. Il senso di gratitudine, anche flebile, che arriva concentrandosi sulle cose positive permette di avere un atteggiamento nuovo che si diffonde alle persone intorno, ai figli in primo luogo.

Meno energia mettiamo nel continuare a rimuginare sul conflitto, più ne abbiamo per guardare ai nostri figli per come sono e come stanno, per chiedere loro che cosa desiderano dalla vita e abbandonare via via la conflittualità, il vittimismo, il rancore.

I figli, soprattutto se piccoli, hanno ben chiaro che è nostra responsabilità quella di costruirci una vita più possibile felice, e che è un preciso dovere fare tutto ciò che serve per raggiungere quell’obiettivo.

A volte la collaborazione dell’ex coniuge non arriva mai, perché questi si annulla nella sua visione di vittima, di perdente, o si arrocca su posizioni di principio, o per mille altre ragioni del tutto imponderabili. A maggior ragione allora ha senso guardare a se stessi piuttosto che aspettare cambiamenti dall’altro.

Mostrare che si può continuare a rispettare l’altro genitore e ad instaurare con lui/lei un buon rapporto, nonostante quello che è successo nella coppia, e a prescindere dalle colpe che si attribuiscono all’altro, è un grande messaggio di amore, che ogni figlio merita.

Pensateci.

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Capirsi è difficile sempre, più che mai quando stiamo affrontando un conflitto.