La Regola e la Montagna
“Vi chiedo un atteggiamento mentale. E’ l’atteggiamento di chi sa che quando si fa filosofia ne va del senso della vita. E’ un sentimento e uno sguardo. Uno sguardo non su oggetti e concetti esterni, ma interno, che traversa me e non qualcos’altro, perché l’oggetto più profondo della filosofia sono io vita“
Luigi Lombardi Vallauri Riduzionismo e Oltre – Dispense di Filosofia per il diritto
Il filosofo Luigi Lombardi Vallauri, docente di Filosofia per il diritto a Firenze negli anni ’70 accompagnava i suoi studenti in ritiro sulle Dolomiti a camminare e meditare, affinché l’insegnamento fosse in qualche modo “metabolizzato”, affinché gli studenti apprendessero ad essere loro stessi i propri migliori maestri.
Camminare in montagna ci insegna molte cose: - che dobbiamo essere equipaggiati perché ci affidiamo alla natura che è in continuo cambiamento; - che è faticoso arrampicarsi in vetta ma attraverso la fatica ci mettiamo alla prova e ci conosciamo meglio; - che giunti alla meta siamo ripagati dalla meraviglia dei paesaggi; - che non tutti abbiamo lo stesso passo; - che qualcosa si trasforma: la persona che parte non è la stessa che arriva.
Le virtù di camminare sono state studiate e descritte in molti lavori. La scienza non ha più dubbi: passeggiare nella natura aumenta le difese immunitarie, protegge il sistema vascolare, ossigena i tessuti e ci porta pensieri nuovi.
Camminando in montagna, per essere al sicuro, dobbiamo darci delle regole. Sui sentieri non ci sono divieti di accesso o orari vietati. Ma sappiamo tutti quanto è importante essere bene equipaggiati, sapersi orientare per non perdersi, fare attenzione quando il meteo è avverso o quando si è soli.
Queste regole sono un’applicazione della nostra libertà: scegliamo determinati comportamenti per non esporci al pericolo.
Quando ero bambina era diffuso sui monti del territorio un unico cartello, che raffigurava un allegro camminatore circondato da corolle colorate e recitava: CHI AMA LA MONTAGNA LE LASCIA I SUOI FIORI. Che belle le regole quando non impongono e non vietano, ma ci richiamano ad un gesto d’amore.
Questa Pandemia e l’umana risposta che ne è seguita, con il suo portato di restrizioni, ci sta mettendo in difficoltà rispetto alle regole, a volte percepite come non corrette o non buone per tutti.
Proviamo ad applicare le qualità del cammino in montagna al nostro presente, un passo per volta.