Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai?
“O resterai più semplicemente dove un attimo vale un altro, senza chiederti come mai;
continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai? … “
F. De Andrè Verranno a chiederti del nostro amore da “Storia di un impiegato 1973”
In una canzone poesia, piena di significati che sono mobili e si trasformano, continuando a mandare messaggi alle persone di ogni epoca, De Andrè scrive uno dei versi che mi sono stati più utili nella vita per trovare la forza di abbandonare situazioni stagnanti e ritrovare corsi d’acqua pura in cui esprimermi ed agire. Non solo nelle relazioni sentimentali. Anche nel lavoro, nell’amicizia, nelle decisioni quotidiane: scegliere, non farsi scegliere.
Scegliere è una grazia ed è una responsabilità.
Scegliere è intravedere, se non ancora un obiettivo, una direzione e verso quella incamminarsi.
Solo agendo - e non subendo - siamo al riparo da noi stessi: dalle lamentazioni per ciò che non va, ciò che non funziona, ciò che non ci piace. Solo agendo lasciamo la nostra impronta al mondo.
Scegliere è un atto di assoluta purezza. E’ un diamante estratto a fatica dalla roccia. Scegliere è togliere tutto ciò che non serve e giungere all’essenza del nostro essere e delle nostre azioni.
Scegliere è provarci, mettendo in conto il fallimento, l’errore, il tradimento, l’ingiustizia, e decidendo di correrne il rischio. Perché è solo lì che la vita è vera e viva.
Nell’anniversario della sua morte, mando il mio grazie a Fabrizio de Andre’ per avermi aiutato ed aiutarmi con le sue parole perfette, ogni giorno, a vivere e basta.